Una ragazza, due cavalli, un cane e un viaggio attraverso l’Italia dal Piemonte alla Sicilia. È la storia di Anna Maria, che ha deciso di intraprendere questa avventura da sola, con una grande dose di coraggio, un’ottima preparazione e tanta tanta fiducia nei suoi compagni animali.
Ho trovato Anna Maria sui social e guardando le sue foto e i suoi video, dove documenta quotidianamente il viaggio, mi è subito saltato all’occhio un dettaglio: i suoi cavalli erano in una semplice capezza e pure scalzi, si trattasse di una strada trafficata o di un bosco isolato.
Entusiasta del messaggio che questa situazione poteva mandare, ho scritto ad Anna Maria e le ho fatto alcune domande sul suo viaggio e sulla relazione con i suoi meravigliosi cavalli. La ringrazio fin da subito per la gentilezza nell’avermi dedicato del tempo (e in un viaggio così immagino che il tempo libero scarseggi!).

1) Presentati e presenta i tuoi amici animali.
Mi chiamo Anna Maria, ho ventitré anni e sono nata in Piemonte. Mia madre è austriaca e mio padre è svizzero. Ho vissuto quasi dieci anni in Svizzera e sono tornata in Italia due anni fa. In Svizzera ho fatto una scuola di Agronomia, quindi sono sempre stata sia nel settore dei cavalli che in quello dell’agricoltura. Per quanto riguarda i cavalli, c’è Bamiro, che è un incrocio arabo shagya di quattordici anni, e c’è Rhiannon, che è un incrocio avelignese di dodici anni. E poi c’è Sparta, cagnolona maremmana di dieci mesi.
2) Come hai preparato i tuoi cavalli per questo lungo viaggio?
È dalla primavera scorsa che li monto tanto, e quando ho deciso di fare questo viaggio mi sono messa due/tre mesi a uscire ogni giorno con tutti e due i cavalli, alternando quello che libero che mi seguiva o che era sottomano, sempre con il cane, per due ore. Io ero in collina, quindi il terreno era molto faticoso per loro. Tanto trotto, tanto galoppo, un allenamento vero e proprio. In campo non ci ho mai lavorato, perché in Piemonte non ce l’ho, quindi ho lavorato solo fuori. Comunque non è il primo trekking che faccio con loro due, ne ho già fatti due/tre negli ultimi anni, ma sempre di massimo dieci giorni, e mai di così tanti chilometri.
3) Nelle foto e nei video si vedono i tuoi cavalli montati in capezza. Da cosa parte questa decisione?
È una decisione molto facile. Per Rhiannon, cioè il cavallo da basto, un morso non mi sembra ragionevole, mi segue, nemmeno lo monto. Per il cavallo sottomano non ha senso, tra l’altro a lui il morso non è mai stato messo e reagisce molto meglio in capezza. Con Bamiro in passeggiata non lo metto mai, è un peso in più, e sono sempre al passo. Non è necessario e non mi è mai sembrato necessario, nemmeno passando in città grandi. Non c’è mai stata una situazione dove ho detto “Oddio, adesso vorrei avere il morso!” perché non riuscivo a controllarli, mai. Anzi, io in strada sono pure a redini lunghe, ovviamente sono pronta ad accorciarle subito, ma il fatto che sono rilassata io rilassa anche i cavalli.
4) Purtroppo è un pregiudizio ancora comune: ti sei mai sentita dire che sei “matta” a girare senza imboccatura?
In effetti ci sono stati due ragazzi che hanno detto “Ma com’è possibile, come fa a gestirli senza imboccatura?” Io gli detto che è la stessa cosa, l’arabo lo posso montare anche senza capezza, lo monto con solo una cordina al collo. Faccio tutto con il corpo, con le gambe, con il peso e mettendo la mia attenzione su quello che voglio fare, perché lui è molto reattivo. Se io penso che potrei fare un’altra strada già lui si mette a imboccarla, è una cosa pazzesca.

5) I tuoi cavalli sono anche scalzi. Come mai hai fatto questa scelta?
I cavalli sono scalzi per una scelta mia personale, perché non mi piace l’idea di ferrare il cavallo. Rhiannon non è mai stato ferrato, quindi ha proprio le unghie durissime, gli zoccoli da cavallo scalzo, non ha senso ferrarlo. Mentre Bamiro è stato ferrato due anni della sua vita, poi è sempre andato scalzo. È anche una scelta economica, perché una scarpetta mi costa settanta euro ma mi dura due/tre anni, anche in un viaggio del genere. Io comunque sono indipendente, li pareggio entrambi da sola.
6) Come gestisci l’alimentazione dei cavalli lungo il tragitto?
L’alimentazione dei cavalli è la mia preoccupazione più grande. Il mangime all’inizio pensavo di portarmelo, però non ha senso, perché si porta talmente tanto peso in più che il cavallo da basto soffre di più a portare il peso rispetto al vantaggio che poi ha dal mangime. Sono partita in inverno proprio per trovare sempre l’acqua e sempre dell’erba, soprattutto al Sud, e non salgo troppo in montagna per non trovare la neve.
Mi fermo nei maneggi, quindi lì normalmente mi fanno trovare anche il mangime, se no i cavalli si arrangiano veramente con quello che trovano, ed è così che è in natura. Ovviamente li faccio mangiare il più possibile, e se so che non ho appoggio in un maneggio cerco l’erba più alta, l’erba più buona. Lì mi aiuta la mia esperienza in agricoltura, perché io conosco le erbe, conosco le erbe che non sono commestibili per i cavalli, che sono velenose, e quindi posso gestirmi il pascolo molto bene. Quando mi fermo, se c’è tantissima erba lascio i cavalli nello stesso pascolo tutta la notte, se non è così di mattina presto li sposto. Ovviamente se arriviamo nei maneggi hanno del fieno a disposizione.
Ho imparato, d’altronde, che i cavalli si possono abituare a tutto. Hanno mangiato delle cose che non avevano mai mangiato in vita loro e non sono mai stati male. Questo mi ha fatto capire che i miei cavalli sono proprio robusti (non è così con tutti i cavalli) e questo è importantissimo se si fa un viaggio del genere, perché se il cavallo fa una colica appena mangia un pochettino di erba medica non è possibile gestire la situazione.
7) Anche da lontano si percepisce la meravigliosa relazione tra te e i tuoi cavalli. Come l’hai creata?
La relazione tra me e i cavalli ovviamente si crea anche durante questo viaggio, perché siamo sempre assieme, 24h su 24, e questo li fa diventare per me come dei cani che ti accompagnano. Bamiro ce l’ho già da dieci anni e lui ha un passato molto difficile, perché ha avuto un incidente con una macchina quando era puledrino. Non si sa esattamente cos’è successo, non me l’ha potuto dire nessuno, però è rimasto proprio traumatizzato. Ci ho messo tanto a guadagnarmi la sua fiducia, però adesso è come se ci fosse un collegamento molto forte tra di noi. Infatti, come dicevo prima, se io penso una cosa lui la fa, e questa è una cosa stupenda.

8) Durante il tuo viaggio hai avuto momenti di difficoltà con i cavalli? Come li hai superati?
Diciamo che nelle giornate dove sto male io anche loro sono agitati, e quella è una cosa un po’ difficile, perché ovviamente se loro sono agitati io mi innervosisco di più. È una cosa che per fortuna riesco a capire subito e provo a calmarmi in qualche modo, oppure so che in quei giorni lì magari è meglio non andare nel traffico, perché se io non sono di buon umore e poi loro scartano non è una buona combinazione. Quindi il punto è vedere come sto io e poi scegliere il percorso.
C’è stato un momento (è raccontato anche sul mio blog) in cui siamo finiti in una palude e sono sprofondati tutti e due i cavalli. Non si vedeva, io non sprofondavo e loro invece sono sprofondati più di mezzo metro nel fango. Poi, provando a girarsi – perché io ovviamente provavo a girarli per farli tornare indietro sulla terraferma – sono caduti, prima è caduto un cavallo e poi l’altro. Lì ho avuto un momento di panico, perché non sapevo cosa ci fosse sotto quella melma, si potevano anche ferire. Poi sono riuscita a farli alzare tutti e due, per fortuna non si erano fatti male, però quello lì è stato un momento molto difficile. In quella giornata ci sono state tante cose molto difficili. Comunque la cosa più importante è che sono rimasta calma io.
9) Come ti sta cambiando questo viaggio?
Non so esattamente come mi sta cambiando il viaggio. Ovviamente lo sta facendo, ci sono molte nuove idee che ho, sto vedendo tantissime cose. Da una parte mi sto facendo le idee molto più chiare su quello che voglio fare io, dall’altra parte mi sto confondendo le idee, perché quando arriverò in Sicilia non so esattamente cosa fare. Ci sono tante possibilità.
Comunque, la cosa che percepisco di più è che mi sta facendo diventare una persona più aperta. Io che vengo dal Nord sono una persona piuttosto chiusa e non molto comunicativa, e il viaggio questo lo sta cambiando, incontrando delle persone molto amichevoli, proprio brave. Riesco anche a chiedere aiuto di più, che quella è una cosa che non riuscivo mai a fare, facevo sempre le cose da me. Adesso con i due cavalli e il cane a volte mi serve una mano e riesco ad accettare che a volte serve aiuto.
10) Ti senti di aggiungere qualcosa? Un consiglio, una riflessione?
Sempre riguardo alla relazione, si dovrebbe passare tanto tempo con i cavalli. I cavalli sono degli animali stupendi, la relazione che si può avere con loro è fantastica. Questa è una cosa che si dovrebbe fare di più, anche nel mondo normale equestre, di passare del tempo con il cavallo per conoscerlo proprio. C’è gente che va al maneggio, monta il cavallo e poi va a casa, e non sa com’è il cavallo, non percepisce bene l’animale in sé. Lo percepisce quello che se ne occupa, quello che lo porta al pascolo, che gli fa il box, che lo vede quando dorme, quando ha i suoi tempi di riposo. Tutto quello poi fa il cavallo, ed è quello che poi noi montiamo.
È una cosa un po’… strana, che noi neanche conosciamo bene l’animale e lo utilizziamo per i nostri scopi. Creare una relazione con il proprio cavallo ha una nuova importanza per me, un’importanza grande.

Mi auguro che avventure come questa possano essere d’esempio a chi ancora crede che la coercizione sia l’unica strada possibile con i cavalli. Creare una relazione solida permette di arrivare a grandi traguardi… anche a percorrere 2000 km senza bisogno di altro se non di fiducia, collaborazione e preparazione.
Ovviamente ti invito a seguire l’avventura di Anna Maria, c’è molto da scoprire e da imparare!
La trovi su Instagram: @da_nord_a_sud
Puoi leggere gli approfondimenti sul viaggio sul suo blog: www.dalnordalsud.com
Grazie, Anna Maria, e buone avventure insieme a Bamiro, Rhiannon e Sparta!
© La voce dei cavalli
